Onicofagia : come aiutare le clienti che soffrono di questa “malattia”.

Come procedere quando ti trovi difronte una cliente che soffre di onicofagia?

Esistono più metodi ma bisogna tener conto di alcuni IMPORTANTI accorgimenti.

Cominciamo col definire cosa si intende per ONICOFAGIA:

E’ un disturbo compulsivo che porta una persona a mangiarsi le unghie, e può portare al danneggiamento dell’iponichio, la porzione di pelle posta alla base e ai lati dell’unghia. Questo può portare ad una infiammazione a causa del maggior rischio di infezione da batteri o virus, portando anche a causare un patereccio.

Ma l’onicofagia purtroppo è una pratica che può provocare danni anche all’apparato digestivo a causa dell’ingestione dei residui ungueali, e se protratta negli anni alla deformazione delle dita.

Come onicotecniche possiamo dare un IMPORTANTE aiuto a chi ne soffre, sia attraverso l’utilizzo del gel che dell’acrilico (in alcuni casi più adatto).

Ma ci sono alcuni accorgimenti da dover rispettare quando dobbiamo “curare” una cliente che soffre di onicofagia:

  • verificare ATTENTAMENTE lo stato di salute del letto unguale
  • prestare particolare attenzione all’eventuale stato di “irritazione” delle cuticole
  • l’igiene DEVE essere una “abitudine” con tutte le clienti, ma nel caso di onicofagica, serve ancora più attenzione

Andiamo insieme ad analizzare meglio i 3 punti:

  1. Lunghezza e stato di salute del letto unguale, spesso “molto” corto ed indebolito a causa dei continui “rosicchiamenti” ci serve per decidere che materiale utilizzare (se gel o acrilico), e soprattutto di quanto poter allungare.
  2. Le cuticole “potrebbero” essere molto danneggiate, ed è indispensabile assicurarsi di non trovarsi difronte ad un paterecchio, potrebbero capitare casi estremi dove è sconsigliato procedere con la ricostruzione, ma consigliare una visita dermatologica con conseguente cura “antinfiammatoria”.
  3. L’argomento “disinfettare e sterilizzare” l’ho già trattato in questo articolo che ti invito a leggere se non lo hai già fatto LINK ARTICOLO, ma quando ci troviamo difronte una cliente affetta da onicofagia, le attenzioni devono essere ancora maggiori. Mi raccomando di utilizzare lime personali, punte della fresa ben sterilizzate e monouso nuovo.

Ricordati che l’onicofagia è un problema soprattutto di origine psicologico, quindi potrebbe capitare che nonostante il gel o l’acrilico siano più resistenti dell’unghia naturale, la cliente, soprattutto le prime volte continui a mangiarsele.

Serve come SEMPRE, magari un pochettino di più pazienza del solito.

Vedrai che come è successo molte volte anche a me con le mie clienti onicofagiche, se avrai la pazienza di aiutarla e sostenerla nelle prime volte che tornerà con il gel tolto o “rosicchiato”, te ne sarà riconoscente.

Sarà anche una frase banale e molto inflazionata ma:

 

Le unghie per una donna sono il suo biglietto da visita.

 

E una donna che soffre di onicofagia tende a tenerle nascoste e sicuramente ne soffre molto.

Se riuscirai ad aiutarla a superare questo IMBARAZZANTE problema, te ne sarà grata per la vita.

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Ciao e a presto.

#OnicotecnicaUnaProfessione

Katryn Lentini