Lampada led o lampada UV. Cosa scegliere per la ricostruzione unghie?

Lampada led, lampada UV, lampada con CCFL o ibrida?

Cosa è meglio scegliere per il tuo lavoro da onicotecnica?

Il mercato di oggi ci offre una ampia scelta, e mi rendo conto dalle domande che mi vengono poste, quasi tutti i giorni dalle mie corsiste che c’è molta confusione.

Molta confusione dovuta da i mille modi disponibili nel 2017 per reperire informazioni.

Informazioni che spesso non hanno una conferma tecnica dovuta a test, ma bensì da semplici “opinioni” maturate senza un reale perché.

Dopo 10 anni di collaborazione con i laboratori dei più grandi produttori di gel europei mi sento di esprimere una personale opinione che credo potrebbe tornare utile a tutte le onicotecniche.

Cosa scegliere tra lampada led, UV, CCFL o ibrida?

Inizierei con la lampada che credo la MENO indicata delle 4.

La lampada CCFL è senza dubbio la meno performante e soprattutto meno affidabile del mercato.

Presentata come una vera e propria innovazione qualche anno fa, ha riscosso fin da subito un ottimo gradimento da parte del mercato, perché le premesse/promesse di una durata estremamente lunga (soprattutto rispetto ai “classici” bulbi UV) ha attirato un sacco di acquirenti e quasi tutte le case produttrici hanno immesso nel mercato la loro lampada CCFL.

Le aspettative erano molto alte perché “sembrava” realmente una tecnologia affidabile, tanto che pure i produttori di televisori stavano studiando il sistema per adattarlo agli schermi.

MA……..

In breve tempo ci si è resi conto, che la durata non era quella promessa, e soprattutto la polimerizzazione della maggior parte dei gel presenti nel mercato europeo non era OTTIMALE, come con la bisfrattata lampada UV.

La Lampada led è senza dubbio la scelta più gettonata soprattutto negli ultimi 2 anni.

Principalmente per 2 motivi:

  • velocità nella polimerizzazione
  • affidabilità, ormai raggiunta dopo qualche anno di test da parte delle case produttrici

Personalmente, soprattutto per alcuni lavori non riesco ad amarla al 100% perché non sempre si riesce a calcolare il momento giusto per eseguire la pinzatura.

La polimerizzazione è molto rapida, se non si è brave a mettere la giusta quantità di gel nella struttura, si corre il rischio di polimerizzare solo lo strato superficiale e di avere una parte della struttura non del tutto polimerizzato.

Molto utile e soprattutto veloce per il colore e il lucido finale, trovo la lampada led, indispensabile soprattutto per lo smalto semipermanente e soak off e appunto per “alcune” fasi della ricostruzione in gel.

La Lampada UV rimane ad oggi la mia preferita.

Nonostante i suoi limiti rispetto alla più “moderna” lampada led:

  • obbligo di sostituire i BULBI UV per mantenere nel tempo la sua efficacia
  • i tempi di polimerizzazione indubbiamente più lunghi

Ma la sua affidabilità con tutti i tipi di gel, la tranquillità di capire senza rischi il momento corretto per la pinzatura (sempre che si conoscano bene i gel utilizzati) e la certezza di polimerizzare COMPLETAMENTE tutta la struttura, sono 3 caratteristiche che mi piacciono troppo.

Con Lampada Ibrida si intende una lampada che funziona con 2 sistemi combinati che possono essere:

  • Led e Bulbi UV
  • Led e CCFL

Entrambe le versioni non mi entusiasmano perché, anche se a “rigor di logica” si potrebbe pensare che combinare 2 tecnologie dovrebbe portare ad un miglior risultato finale, in realtà rende più difficile la gestione dei tempi di polimerizzazione.

In conclusione mi sento di consigliarti due opzioni:

  1. Una buona lampada UV da 36 watt (4 bulbi) secondo me indispensabile
  2. Una lampada led e una lampada UV da 48 watt

Se puoi permetterti l’opzione 2, potrai utilizzare la lampada UV durante la struttura e la lampada led per le nail art, per i colori e per il lucido finale. Inoltre la lampada led ti tornerà utile e più veloce quando applichi lo smalto semipermanente o per il soak off.

 

PS: sono 3 gli aspetti che devi prendere in considerazione prima di scegliere le tua lampada led, UV o ibrida che sia:

  1. il tipo di materiale “riflettente” all’interno della lampada che aiuta la distribuzione della luce
  2. la distanza delle unghiette della cliente dalle lampade UV o LED che siano, quando inserisce la mano
  3. il corretto posizionamento delle dita in corrispondenza delle fonti luminose

 

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Ciao e a presto.

#OnicotecnicaUnaProfessione

Katryn Lentini